Dollaro in calo in attesa della Fed, kiwi al massimo di un mese

A man walks past a currency exchange bureau advertisement showing images of the U.S dollar and other currencies in Cairo, Egypt August 3, 2016. REUTERS/Mohamed Abd El Ghany
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Il dollaro scende contro il paniere delle altre principali valute questo martedì, gli investitori attendono il vertice di questa settimana della Federal Reserve, mentre il dollaro neozelandese segna il massimo di un mese in seguito alla nomina di un nuovo governatore della banca centrale del paese.

L’indice del dollaro USA, che replica l’andamento del biglietto verde contro un paniere di altre sei principali valute, scende dello 0,11% a 93,84 alle 03:30 ET (08:30 GMT), staccandosi dal massimo di due settimane di venerdì di 94,08.

La Fed dovrebbe alzare i tassi di interesse in occasione dei due giorni di vertice sulla politica monetaria che si concluderanno domani e sono previsti due inasprimenti per il prossimo anno, ma i timori per l’inflazione debole potrebbero pesare sulle prospettive per il 2018.

Questa settimana sono previsti anche i vertici della Banca d’Inghilterra e della Banca Centrale Europea, che dovrebbero lasciare invariati i tassi.

Il dollaro scende contro lo yen, con la coppia USD/JPY giù dello 0,11% a 113,42 dopo essere salito al massimo di 113,68 ieri, il massimo di un mese.

L’euro sale, con il cambio EUR/USD su dello 0,15% a 1,1786.

Anche la sterlina è in salita, con la coppia GBP/USD scambiata a 1,3360 in attesa dei dati di novembre sull’inflazione britannica che dovrebbero rivelare un persistere della stretta sul costo della vita il mese scorso.

Il dollaro neozelandese sale al massimo di un mese, sulla scia dei rialzi della seduta precedente, con il cambio NZD/USD in salita dello 0,52% a 0,6947.

La domanda del “kiwi” continua ad essere supportata dalla notizia della nomina di Adrian Orr come nuovo governatore della Reserve Bank of New Zealand per un mandato di cinque anni a partire dal marzo 2018.

Orr, ex banchiere centrale, viene considerato una persona molto affidabile in grado di evitare uno sconvolgimento radicale della politica monetaria.

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