Dollaro frena, cautela su voto finale e effetto riforma fiscale Usa

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Il dollaro frena dopo il rialzo delle recenti sedute innescato dall’ottimismo per i progressi della riforma fiscale Usa, che potrebbe ottenere l’ok del Congresso già questa settimana.

L’euro/dollaro sta ritestando oggi quota 1,18 dopo essere sceso martedì scorso fino a 1,1718, mentre il dollaro/yen, con un minino intraday a 112,46, scambia oltre una figura sotto il picco di martedì scorso a 113,74.

Dopo gli ultimi ritocchi apportati venerdì, si punta entro la fine della settimana al voto di Senato e Camera sulla riforma fiscale e alla firma sul provvedimento del presidente Trump.

Tuttavia resta un elemento di cautela rispetto ad eventuali imprevisti dell’iter di approvazione (ad esempio le condizioni di salute di alcuni membri del Senato, dove la maggioranza repubblicana è assai risicata). “La riforma dovrebbe passare ma ogni preoccupazione deve sfumare prima che il dollaro possa riprendere a salire” commenta lo strategist di Mizuho Securities Masafumi Yamamoto.

D’altra parte, dopo mesi di attesa per questa riforma, alcuni operatori cominciano a domandarsi quanto essa riuscirà davvero a produrre un effetto apprezzabile sul Pil Usa. “Il mercato non si aspetta che la legislazione abbia un impatto rilevante sull’outlook di crescita” commenta lo strategist di Societe Generale Alvin Tan.

Sul fronte macro europeo, i dati finali di novembre sui prezzi al consumo della zona euro hanno confermato la stima flash, ovvero un’inflazione all’1,5%, dunque ancora sensibilmente al sotto del target Bce del 2%.

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